Micron Document
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Diapositiva
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top
La mwdgdiapositiva è un'mwdwimmagine mweafotografica positiva in bianco e nero o a colori su un supporto trasparente.

Contents

Note

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Descrizione

Il suo nome deriva da mwfadia, cioè "attraverso", e mwfqpositiva: infatti per poterla osservare occorre che la mwfgluce la attraversi. Come sinonimo di mwfwdiapositiva si usa a volte trasparenza (da mwgatransparency), anche se spesso si preferisce riservare questo secondo termine alle immagini di medio e grande formato e il primo termine alle immagini di piccolo formato, normalmente intelaiate cioè montate su un telaietto, solitamente in plastica o cartone.

Una diapositiva può essere osservata sia per trasparenza, direttamente o tramite un ausilio tecnico (visore, mwggingranditore o schermo retroilluminato), sia per mwgwproiezione. Le diapositive in mwhabianco e nero sono ottenute sottoponendo una pellicola ad inversione in fase di sviluppo. Le diapositive a colori possono essere ottenute seguendo i due principi della mwhqsintesi additiva e della mwhgsintesi sottrattiva.

Quelle a sintesi additiva hanno ormai valore storico, non essendo attualmente prodotte su scala industriale. A questo tipo fa riferimento il primo processo a colori, l'mwiaAutocromia (o Autochrome) dei fratelli mwiqAuguste e Louis Lumière. In questo tipo di procedimento si usava un'emulsione monocromatica ricoperta di un finissimo strato di granuli di mwigfecola di patate colorati. I granuli funzionavano da filtri sia nella ripresa sia nella visione dell'immagine. Il principio è stato poi ripreso nel 1985 dalla mwiwPolaroid per la sua pellicola mwja35 millimetri invertibile istantanea Polapan, in cui il ruolo dei granuli di fecola veniva svolto da una trama di sottilissime righe rosse verdi e blu.

Si basava invece sulla sintesi sottrattiva una delle pellicole invertibili più apprezzate dai professionisti: il mwjgKodachromecite-ref-1[1] che si distingueva per la precisione e naturalezza dei colori, nonché per il quasi inesistente degrado nel tempo dell'immagine. Tuttavia la sua struttura, diversa da quella delle usuali pellicole a colori a mwkwcopulanti cromogeni, richiedeva un procedimento di sviluppo molto complesso, denominato Kodak K-14 e caratterizzato dal fatto che i coloranti non erano presenti nell'emulsione, ma venivano aggiunti in fase di sviluppo. La complessità del trattamento faceva sì che le pellicole potessero essere trattate solo da pochi laboratori appositamente attrezzati. Il 22 giugno del 2009 la Kodak comunicò la cessazione definitiva della produzione di questa pellicola, le ultime scorte di Kodachrome si potevano sviluppare con questo processo solo presso un laboratorio statunitense, lo sviluppo dell'ultimo rullino avvenne il 30 dicembre 2010.cite-ref-2[2]

Alternative al Kodakrome sono le pellicole invertibili a copulanti cromogeni che vengono sviluppate col cosiddetto mwmqprocesso E-6. Ne sono stati prodotti moltissimi tipi dalle diverse case produttrici, in genere contraddistinte da suffisso "-chrome". Ricordiamo l'mwmgEktachrome (Kodak), l'Agfachrome (mwmwAgfa), Fujichrome e Velvia (mwnaFujifilm), quest'ultima ritenuta la migliore rivale del Kodachrome. Queste pellicole, pur avendo negli ultimi anni raggiunto livelli di precisione e di conservazione simili al Kodachrome, davano risultati qualitivamente inferiori e soffrivano in modo notevole del degrado dei colori anche dopo appena 10 anni. Hanno però goduto di una ampia diffusione, soprattutto nel mercato dei fotografi dilettanti e amatoriali, grazie anche al loro basso prezzo e al vantaggio di venire sviluppate da qualsiasi laboratorio fotografico.

Processo di sviluppo

Si possono ottenere diapositive in bianco e nero o a colori sia direttamente, usando un materiale che produce un'immagine positiva come una mwoapellicola invertibile o un materiale a mwoqdistruzione di coloranti tipo l'mwogIlfochrome, sia stampando un negativo a colori su pellicola negativa a colori.

Attualmente sono reperibili pellicole invertibili di vario tipo, varie sensibilità e varie caratteristiche colorimetriche, tutte da sviluppare con il processo E6.

Applicazioni in stereoscopia

In mwtwstereoscopia la diapositiva è stata ampiamente sfruttata durante tutto il mwua1900 come supporto per la riproduzione di immagini stereoscopiche.

Dopo la sua introduzione sul mercato, viene infatti sfruttata nel mwug1913 dalla mwuwfotocamera stereoscopica Homeos, che per prima adotta questo formato di supporto sensibile, e nel mwva1920 anche dalle nuove mwvqLeica.

A sfruttare commercialmente questo supporto per primo è però il sistema mwvwTru-Vue, che riproduce fotografie stereoscopiche su strisce di pellicola diapositiva a 35 millimetri in bianco e nero, commercializzandole con il nome di mwwafilmstrip. Nel mwwq1951, una volta acquistato dalla rivale Sawyer's, il Tru-Vue introduce le mwwgstereocard, un sistema a schede rettangolari che montano 7 coppie di diapositive stereoscopiche mwww16 millimetricite-ref-truvuestory-3-0[3].

Il passo successivo sarà il sistema mwyqView-Master, che si impadronirà del mercato a partire dal mwyg1939 commercializzando 7 coppie di diapositive a colori mwyw8 millimetri intelaiate in dischetti di cartoncino e alluminio: i mwzaView-Master reels. La fortuna di questo sistema è tale che ben presto la Sawyer's, casa proprietaria del View-Master, assorbirà la stessa Tru-Vue, che cesserà completamente la propria attività tra la seconda la metà degli mwzqanni sessanta e l'inizio dei mwzgsettanta, mentre il View-Master rimarrà sul mercato, tra alti e bassi e passaggi di proprietà, fino ai giorni nostri.

Tru-Vue e View-Master sono i nomi più celebri e i pionieri di questo sistema, ma mwaanumerosi altri sono gli stereoscopi che nel corso del mwaqXX secolo utilizzano diapositive come supporto per la visione di mwagimmagini stereoscopiche, tra di essi ci sono imitazioni e sistemi similari ai due pionieri dello stereoscopio a diapositive.

Numerosi sono poi i formati di diapositiva per produrre le proprie immagini stereoscopiche e i relativi visori associati: negli mwbaStati Uniti d'America ebbe molto successo il sistema mwbqStereo Realist durante gli mwbganni cinquanta e mwbwsessanta. La stessa View-Master produrrà un proprio sistema denominato mwcaView-Master Personal, per produrre amatorialmente i propri dischetti stereoscopici. Altre case produttrici, come la già citata Homeos, metteranno in commercio i visori per le diapositive realizzate con le fotocamere del medesimo sistema, oltre a telaietti in cui inserire le diapositive da visualizzare.

Note

cite-note-11. mwdwmweamweqL'ultima Kodachrome si sviluppa oggi Si chiude un'era nella fotografia, in mwegmwewCorriere della Sera, 30 dicembre 2010. mwfaURL consultato il 30 dicembre 2010.
cite-note-22. mwgamwgqmwggLast Kodachrome roll processed in Parsons | The Wichita Eagle, su mwgwkansas.com. mwhaURL consultato il 12 gennaio 2021 mwhq(archiviato dall'mwhgurl originale il 12 aprile 2016).
cite-note-truvuestory-33. mwigmwiwmwjaTru-Vue: Stereo's missing link, su mwjqstereoscopy.com.

Voci correlate
Altri progetti

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